Minorenni come spacciatori e vedette a Bari, 11 arresti

venerdì 30 Luglio 2010 - Cronaca

Minorenni come spacciatori e vedette a Bari, 11 arresti Si servivano dei minorenni, ai quali veniva affidato il compito di spacciare la droga, e di 'vedette' per segnalare la presenza nel territorio delle forze di polizia, i vertici del clan Cipriano di Bitonto, in provincia di Bari, colpito stamane da undici ordinanze di custodia cautelare eseguite da agenti del Commissariato e della Squadra Mobile del capoluogo pugliese. Il clan contava su numerosi componenti, spesso armati.


Undici persone dell'agguerrito clan dei "Cipriano", sono state arrestate dalla polizia a Bitonto, in provincia di Bari, con l'accusa di spaccio di droga. Secondo le indagini, la banda si serviva anche di minorenni come pusher e di "vedette" per segnalare l'eventuale arrivo delle forze dell'ordine nei luoghi di spaccio, che spesso erano nei pressi di istituti scolastici. Durante l'operazione, la polizia ha sequestrato anche ingenti quantitativi di armi che probabilmente servivano alla banda per affrontare il clan rivale dei "Conte". Gli inquirenti hanno accertato diversi scontri a fuoco con i Conte causati proprio dai contrasti per il controlllo del territorio e dei traffici illeciti.

L'operazione della Polizia è stata denominata 'Sylos'. Bitonto, secondo quanto accertato dagli inquirenti, era diventato negli ultimi anni un vero e proprio centro dello spaccio di droga tanto da attrarre i consumatori provenienti da molti comuni limitrofi. Le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Bari, Sergio Di Paola e da quello del Tribunale dei minorenni, sempre del capoluogo, Valeria Montaruli, hanno riguardato Francesco Colasuonno, 23 anni, Giuseppe Digiacomoantonio, 21, Giuseppe Pastoressa, 21, Cosimo Damiano Cipriano, 25, Daniele Raggi, 21, Mario Acquafredda, 22, Michele Alesio, 27, e Michele Arcangelo Santamaria, 26 e i minorenni, P.L., A.G., e C.G., tutti di 17 anni. A questi ultimi è stata applicata la misura del collocamento in comunità.

 

Fonte Repubblica.it

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