Taormina derubato dalla domestica che apre un kebab

venerdì 30 Luglio 2010 - Cronaca

Taormina derubato dalla domestica che apre un kebab Furto aggravato, simulazione di reato e ricettazione. Queste le accuse con cui la Squadra mobile della Questura di Roma ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare verso i presunti responsabili di una simulata rapina nell'abitazione dell'avvocato Carlo Taormina. Tra loro anche la ex cameriera del legale. Il fatto risale al maggio del 2009, quando la polizia intervenne nella casa del noto penalista in seguito alla segnalazione di una rapina.


Era riuscita a guadagnarsi la fiducia dei coniugi Taormina per i quali lavorava come domestica da circa un anno, al punto tale da riuscire a simulare una rapina nell'abitazione di Trastevere da due milioni di euro. Un "colpo" che in pochi mesi le ha fatto cambiare totalmente vita. Voli charter in Sardegna, case e attività commerciali a Vicenza, oltre a gioielli e contanti da esibire durante le cene in costosi ristoranti. Una ricchezza nascosta in un primo momento in alcune anfore e immortalata in una "foto di famiglia" in cui la donna con i suoi complici si sventolava con le banconote del noto penalista. Stamattina, la 'diabolica colf' è stata arrestata insieme ai suopi complici, il genero e il fratello.

Si era fatta fotografare con i suoi complici mentre si sventolava con le banconote rubate all’avvocato Carlo Taormina, suo ex datore di lavoro. Ivana Santanastasi, 49 anni di Anzio, è stata arrestata dagli uomini della Squadra Mobile di Roma assieme a due uomini con l'accusa di avere compiuto una rapina, un anno fa, nella casa di Trastevere del penalista e di avergli sottratto beni per oltre due milioni di euro.

La colf era diventata imprenditrice. Da donna piena di debiti aveva iniziato a sfoggiare gioielli e a condurre una vita lussuosa che giustificava con una vincita al “gratta e vinci”. Una visibilità che certo non le ha giovato.

Ivana simulò una rapina a casa dell'avvocato Carlo Taormina per giustificare il reato commesso. Con lei sono finiti in manette il fratello Giuseppe, già noto alle forze dell'ordine come ricettatore, ed il genero Manuel Gubitosi.

Dopo la rapina avvenuta il 28 maggio del 2009, la donna raccontò agli investigatori che, tornando nell'appartamento dopo aver fatto delle commissioni, era stata minacciata da un uomo con un'arma che l'aveva costretta ad aprire la porta di casa e ad indicare il caveau e la cassaforte dove erano nascosti gioielli e soldi. Per rendere più credibile la sua versione raccontò di essere stata picchiata e legata.

Ma molte erano le discrepanze e gli aspetti che non convincevano gli inquirenti: le percosse erano lievi, la donna riuscì a slegarsi subito ed alcuni testimoni del palazzo la videro vicino l'ascensore. Indagando emerse allora il piano della colf.

La donna dopo due mesi dalla finta rapina fu licenziata dai coniugi Taormina perché accusata dalla moglie dell'avvocato di aver rubato da un mobile un bracciale molto prezioso.

Una volta tornata ad Anzio la Santanastasi cambiò stile di vita: creò la società Lazio Group attraverso cui entrò in possesso di due punti di ristorazione di kebab nel vicentino, entrò in trattativa per riacquistare la sua casa ad Anzio che era stata pignorata per debiti, esibiva gioielli preziosissimi e per una vacanza a Punta Rossa in Sardegna affittò addirittura un charter privato per una settimana. Da ultimo le foto in cui veniva ritratta con i soldi in mano.

 

Fonte RaiNews24.it

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